Scritto come una lettera

Venerdì 24 giugno è stato consegnato il Premio Passaggi a Dacia Maraini.

Caro Pier Paolo” è il libro che Dacia Maraini ha voluto dedicare a Pier Paolo Pasolini nel centenario della sua nascita.

Un libro intimo scritto come una lettera, in modo genuino, spontaneo, vero. Un libro di memorie che racconta — con dolcezza e istinto materno — di Moravia, di letture appassionate di Ungaretti, di Montale, dell’amicizia pura calzaturificio con Ninetto Davoli, di stupendi viaggi in Africa, del cammino, carico di tenerezza, dentro la letteratura…

“Caro Pier Paolo,

stanotte ti ho sognato. Avevi il solito sorriso dolce e mi dicevi: «Sono qua!». Poi ti toglievi una specie di gilet color malva e aggiungevi: «Fa caldo».
Stavo per abbracciarti, felice di rivederti, quando sei scomparso. Per terra era rimasto il tuo gilet color magenta. Ho fatto per raccoglierlo, ma anche quello è sparito. Al suo posto ho visto un geco spaventato che correva verso la parete.
È così strano che dopo tanti anni, nel sonno, io trovi ancora il modo di ricordarti e di vederti. Sei sempre il giovane cinquantenne che ho frequentato negli anni Sessanta e Settanta: il corpo agile, sportivo, la faccia seria, non imbronciata, ma pensosa, lo sguardo sognante, il passo deciso e sempre pronto a correre.”

estratto da: Dacia Maraini, “Caro Pier Paolo”, Neri Pozza, 2022.

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