Il lavoro e la dedizione

Al festival Passaggi sono passati anche Roberto Saviano e Marino Sinibaldi e hanno raccontato la storia del giudice Giovanni Falcone e della sua vita al servizio dello Stato. Una storia “incredibile” di un uomo e della sua fine che Saviano ha voluto raccontare sulla base di materiale documentario — sono stati persino descritti in modo minuzioso il colore e i disegni delle cravatte, l’appunto straordinario di Sinibaldi… —, ma anche e, soprattutto, si è lavorato sull’immaginario.
“Solo è il coraggio” ricorda il lavoro e la dedizione di Falcone rivelando l’uomo al di là del magistrato.
L’atmosfera del romanzo è spesso in bilico tra luci e ombre.

Si percepisce di continuo il presagio della fine tragica che è dietro l’angolo, e allo stesso tempo si sente forte l’urgenza del lavoro da portare a termine prima che l’inevitabile accada.
Il cuore del romanzo, lo ha ribadito più volte stasera Saviano, è il legame tra Falcone e gli uomini del pool antimafia, un legame che diventerà fortissimo grazie alla motivazione civile e umana che porterà Falcone e questi uomini a lavorare uniti al massimo delle loro forze.

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