Leggere Viktor Frankl

Leggere Viktor Frankl è qualcosa che potremo definire un’esperienza di rivelazione. Qualcosa di unico in grado di farci scoprire i nostri lati migliori.
Ne “L’uomo in cerca di sé” ognuno di noi può trovare un proprio riflesso non di ciò che siamo stati, ma di quello che potremo diventare malgrado gli “urti” della vita, opponendoci al destino, dominandolo dall’interno. 
Viktor Frankl venne deportato a Theresienstadt, in Boemia, nel settembre del 1942. Fu poi trasferito ad Auschwitz, a Kaufering III e quindi a Türkheim. Sopravvisse, ma perse le persone più care.
Ritornò a vivere a Vienna e in soli sette giorni dettò le sue memorie che diventarono un libro straordinario tradotto in ventiquattro lingue. Un documento umano di eccezionale valore, il cui successo non è dovuto tanto all’oggetto del discorso, quanto alla singolare prospettiva con cui determinati argomenti vengono affrontati e al profondo messaggio trasmesso, ovvero: la vita vale la pena di essere vissuta in qualunque situazione e l’essere umano è capace, anche nelle peggiori condizioni, di “mutare una tragedia personale in un trionfo”.
Proprio questo aspetto costituisce uno dei motivi dell’attualità dello scritto di Frankl. Uno scritto che, pur narrando i tragici eventi a cui si riferisce, li trascende per incentrarsi sull’esplorazione della natura umana e delle sue potenzialità.

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