Due

L’abito di Solange, adorno di volant di pizzo, bianco e leggero come la schiuma del mare, balenò per un istante, illuminato da una finestra aperta, poi attraversarono grandi corridoi bui; la sala del ristorante era vuota, le sedie di paglia capovolte sui tavoli. Oltrepassarono una terrazza spoglia, dal pavimento sabbiato, e videro finalmente i fari dell’auto, gialli e luminosi, che bucavano la nebbia. Marianne sentì all’improvviso il freddo del mattino sulle braccia nude e sul collo. Prese il cappotto che Antoine le porgeva. Solange mosse qualche passo, si portò la mano alla fronte, disse con voce alterata:
«Oh, non voglio andarmene da qui!».
Provavano tutti la stessa, voluttuosa, disperazione, quell’angoscia che prende l’anima quando la felicità è finita, ma è un’angoscia ancora intrisa di felicità, come il limo della terra è intriso d’acqua. Il fiume scorreva nel silenzio più profondo. Così a volte, in sogno, ci appare un’onda muta e incolore che scaturisce ai nostri piedi, passa e ci trascina verso pallide rive.
Stavano immobili sulle sue sponde, incantati, quando un piccolo grido freddoloso si levò da un cespuglio accanto a loro, e videro volar via un uccello dalle piume grigie, percorse da un fremito, che si appollaiò sulla cima di un albero. Un pesce saltò nell’acqua. Le campane cominciarono a suonare; era la mattina di Pasqua.

Con l’intensità della sua scrittura, Irène Némirovsky rappresenta con precisione la classe borghese del suo tempo e tutte le sue contraddizioni.
Non è ironica, ma severa, essenziale, sobria, delicata.
Profondamente russa e sofisticatamente francese, la Némirovsky scrive di giovani reduci della prima guerra mondiale che tornano a casa senza dimenticare l’orrore delle trincee e di una Parigi che vuole tornare a vivere e a gioire dopo tanta sofferenza. Sono loro i reali protagonisti di queste relazioni bizzarre, strambe, ma limpide, sorprendenti, così nuove e inconsuete per quei tempi.
Due è un piccolo capolavoro sull’eterno gioco dei sentimenti che può risultare scomodo per tutto ciò che rivela.

 

Irène Némirovsky
Due
Traduzione di Laura Frausin Guarino
Adelphi
2012

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 74 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: