La letteratura è un bene necessario?

Si scrive da più parti che il libro è oggetto della logica industriale e che sono le leggi del mercato a stabilire quali siano i migliori libri da pubblicare e quali quelli da non considerare affatto. Sarebbe ipocrita e controproducente non voler accettare una verità che è sotto gli occhi di tutti.
E’ il mercato, si scrive, a decidere l’egemonia di un genere e di certi libri in grado di garantire vendite e guadagni a dispetto di opere di qualità assoluta…
Si scrive che è lo stesso mercato ad aver plasmato gli editor, figure impensabili fino a qualche anno fa…
Si parla anche spesso di un autore come di un “artigiano” della scrittura, concetto questo particolarmente detestabile se si pensa alla letteratura come a una questione di stile, di contenuti, di idee e di impegno sociale nel significato più elevato della parola.
Forse oggi non si pensa nel modo giusto a un programma di diffusione della cultura di qualità riproponendo i classici e tornando a rischiare la pubblicazione di opere difficili, ma di valore in quanto socialmente utili.
Forse non si pensa più alla letteratura come a un bene necessario…

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