Sorin accoglie per una vacanza di pochi giorni sua sorella Arkadina, una famosa attrice, col suo amante Trigorin, romanziere di fama. Si riuniscono per assistere a un dramma scritto e diretto da Konstantin Trepliov, il figlio di Arkadina.
In questo dramma recita Nina, una giovane donna che vive poco distante dalla tenuta di Sorin. Nina impersona “l’anima del mondo” e attraverso questo dramma il giovane Trepliov vuole dare vita a un’innovativa forma teatrale. Accade però che Arkadina ride della sua rappresentazione, la trova ridicola e incomprensibile, ma suo figlio non ci sta e si arrabbia.
Il primo atto de “Il Gabbiano” mette in scena i vari triangoli romantici con il maestro elementare Medvedenko che è innamorato della figlia dell’amministratore della tenuta, la quale ama, non corrisposta, Trepliov (che non riesce a non fare la corte a Nina).
Ancora oggi emoziona leggere delle speranze di giovani artisti come Nina e Konstantin e delle amarezze di adulti affermati come Arkadina e Trigorin, intrise come sono di amore, rivalità e gelosia.
Eppure quando “Il Gabbiano”, scritto da Cechov nel 1895, fu rappresentato la prima volta (nel 1896) al Teatro di Stato Aleksandrinskij di Pietroburgo, fu un clamoroso fiasco, tanto sembrò sconclusionato, incoerente e privo di virtù teatrale.
Gli attori non avevano capito l’opera e la loro recitazione fu un vero e proprio tracollo. Il pubblico li fischiò talmente che il dramma reale fu quello che si consumò nell’animo di Cechov, che alla metà del secondo atto abbandonò il teatro in preda all’avvilimento giurando che non avrebbe più scritto niente per il teatro.
Dramma delle speranze deluse, amato dal pubblico e dalla gente di teatro, “Il Gabbiano” viene considerato dalla critica il testo più rappresentato di Cechov in ogni epoca e in ogni luogo per la rilevanza dei temi trattati, per la profondità nell’analisi della condizione umana e per la felicità poetica di storia e personaggi.
«Per il risalto del paesaggio, per le luci sfumate e le malinconiche atmosfere, la commedia di Cechov è vicino alla pittura russa dell’impressionismo», ha scritto Angelo Maria Ripellino, ma si può senz’altro dire con il critico russo Baluchatyj che, «per la scelta del materiale tematico, è una confessione pubblica dell’autore, stilizzata in modo drammaturgico, è una giostra artistica di materiale personale».
Fra l’estate del 1897 e l’autunno del ’98 il ventiduenne Jack London visse la più grande avventura della sua vita, intraprendendo un lungo viaggio nel Grande Nord, al confine tra Canada e Alaska, raggiungendo le migliaia di disperati di ogni età e condizione partiti per la corsa all’oro nello Yukon. A quell’esperienza straordinaria sono ispirati i Racconti del grande nord e della corsa all’oro, che coprono poco più di un quarto della produzione totale di London e che, per quanto scritti a quel tempo sotto l’urgenza immediata del guadagno, consentirono all’autore di crearsi un proprio inconfondibile stile e di raggiungere la fama.
Infinite Jest di David Foster Wallace non è proprio un romanzo e di certo non era un romanzo nelle intenzioni dell’autore. Forse Foster Wallace pensò a Infinite Jest come a una lunga (e incredibilmente divertente) storia di redenzione, forse a un logorante, postmoderno e altamente sperimentale esercizio di stile…
Tomáš incontra Tereza per la prima volta in una piccola città della Boemia. Non stanno insieme nemmeno un’ora. Tereza lo accompagna alla stazione e aspetta con lui fino alla partenza del treno. Dieci giorni dopo và a trovarlo a Praga. Fanno subito l’amore, il giorno stesso. Quella notte a Tereza viene la febbre e resta tutta la settimana nell’appartamento di Tomáš con l’influenza.
Si scrive da più parti che il libro è oggetto della logica industriale e che sono le leggi del mercato a stabilire quali siano i migliori libri da pubblicare e quali quelli da non considerare affatto. Sarebbe ipocrita e controproducente non voler accettare una verità che è sotto gli occhi di tutti.
Angela Carter viene ricordata soprattutto per la sua critica femminista alla storia e alla cultura occidentale.



